Coronavirus, è ora di finirla con il buonismo: i non vaccinati contro il Covid che si ricoverano debbono pagare di tasca propria le cure

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Coronavirus, è ora di finirla con il buonismo: i non vaccinati contro il Covid che si ricoverano debbono pagare di tasca propria le cure

Questa è la nostra posizione sul Tema, non dell'Area Vasta 5. Perché questi signori e signore non vaccinati, oltre a rappresentare un serio pericolo perché diventano case albergo di bassa categorie per nuove varianti del virus, buttano sulle nostre spalle, sul Sistema sanitario nazionale che tutti gli italiani pagano con le proprie tasse, dei costi smisurati. Un paziente Covid oltre 18 giorni, 7 giorni in più. Un calcolo matematico sui costi quindi ci dice che questo signore non vaccinato ci costerà solo di terapia intensiva e rianimazione ben 35.982 euro, contro il paziente non Covid che sarà costato 21.989 euro.

Ascoli - Premesso che questa è la nostra posizione sul Tema, non dell'Area Vasta 5, le cronache ci stanno riempiendo la testa e il tempo di manifestazioni non vax, anti green pass, teorie cospirazioniste sul vaccino anti Covid. Non se ne può più di dare spazio all'ignoranza occorre porsi domande “primarie”.

Un esempio: se abbiamo male al petto ci scapicolliamo al pronto soccorso per verificare se abbiamo in corso un infarto? Nel 99% dei casi la risposta è sì.

Qual è il significato di questo comportamento? Dobbiamo salvarci la vita e la medicina (una scienza) ha determinato con studi e casistiche che ciò è fattibile in base al tempo d'intervento e la presenza di medici preparati alla bisogna. Quindi, di fatto, ci stiamo fidando dela scienza.


Ma allora perché la setssa cosa non dovrebbe accadere per la capacità di un vaccino anti Covid che può salvarci la vita, quindi perché non precipitarsi allo stesso modo che per un infarto presunto in ospedale o altrove per vaccinarci? Anche qui la risposta dovrebbe essere sì, invece ci sono oltre 3 milioni di over 50 che il vaccino non se lo fanno, hanno paura.


Sono gli stessi che si sono fatti vaccinare contro il Vaiolo senza dire A.


Stessa situazione per il vaccino anti Poliomielite.


Che c'è di logico in questi comportamenti? Nulla.


Adesso è ora di finirla con il buonismo


Perché questi signori e signore non vaccinati, oltre a rappresentare un serio pericolo perché diventano case albergo di bassa categoria per nuove varianti del virus, buttano sulle nostre spalle, sul Sistema sanitario nazionale che tutti gli italiani pagano con le proprie tasse, dei costi smisurati.


Quindi la logica direbbe, e la politica dovrebbe seguire la logica, che chi viene ricoverato per patologia Covid e non è vaccinato deve pagare i costi del suo ricovero.


Ma è disumano, direte. Vediamo se sarete della stessa opinione dopo questi calcoli.


Sapete quanto costa una giornata per un paziente in terapia intesiva e rianimazione?


1.999 euro al giorno


Chiaro?


Non è finita. Un paziente no Covid, quindi con altre patologie, che finisca in terapia intensiva o rianimazione normalmente rimarrà in quel reparto qualcosa in più di 11 giorni.


Un paziente Covid oltre 18 giorni, 7 giorni in più. Un calcolo matematico sui costi quindi ci dice che questo signore non vaccinato ci costerà solo di terapia intensiva e rianimazione ben  35.982 euro, contro il paziente non Covid che sarà costato 21.989 euro.

Questa è una situazione che dipinge uno scenario "normale" per un paziente Covid, poi ci sono casi come quello di un paziente che è stato in terapia intensiva/rianimazione per 120 giorni: costo 240.000 euro.


E c'è però a fronte di questi costi una considerazione fondamentale: una persona che viene colpita da un ictus o da un infarto non poteva certo vaccinarsi per scongiurare queste patologie, quindi è giusto il soccorso del sistema sanitario a costo ZERO nei suoi confronti. Chi invece sapeva che non vaccinadosi poteva finire in rianimazione perché non dovrebbe pagare la sua follia?


Ecco, potete verificare tutto dall'analisi redatta dal servizio gestionale dell'Area Vasta 5 fornita dal Direttore Cesare Milani ed elaborata dall'ufficio sotto la supervisione del dott. Alessandro Ianniello.


Sui costi per brevità abbiamo prima evidenziato solo il reparto di terapia intensiva e rianimazione, ma il paziente Covid paga i suoi accessi o permanenza in geriatria, cardiologia, medicina generale e terapia semi intensiva dove rispetto ad un paziente “normale” vede quasi raddoppiati i giorni di degenza, tranne che per la cardiologia dove il suo peso arriva all'84% con un aumento di degenza di 17 giorni in più rispetto ad un paziente con patologie solo cardiologiche.

Con costi da 1.107 euro al giorno che arrivano quindi a
26.568 euro contro quelli di un paziente cardiologico che ammontano a 7.749 euro.


Ora vi lasciamo alla lettura della puntuale analisi dell'Area Vasta 5 sui costi che sopportiamo tutti noi vaccinati da parte di questi irresponsabili da ogni pnto di vista.



Area Vasta 5: Valutazione economica dell'emergenza Covid nel presidio ospedaliero Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto


L'approfondimento che segue si pone l'obiettivo dei verificare l'impatto economico dell'emergenza

pandemica, durante il 2020, sull'Ospedale Madonna del Soccorso quale campione rappresentativo del fenomeno in Area Vasta 5 avendo avuto un ruolo importante sia delle dimensioni del fenomeno, sia dal punto di vista organizzativo (flessibilità nella riconversione dei reparti).


L'analisi prende l'avvio attraverso la lettura delle Giornate di Degenza dei flussi Sanitari (SDO 2020) isolando i reparti che, durante l'esercizio scorso, hanno avuto in cura soggetti sia positivi che di natura ordinaria.



L'incremento medio delle giornate di degenza necessarie alla tenuta di un caso Covid è mediamente del 50% in più (circa 5,5gg) rispetto ad una degenza ordinaria, con una diversificazione per Disciplina piuttosto rilevante, che diventa imponente nel Caso della Cardiologia che ha totalmente riconvertito nel 2020 i propri fattori produttivi in CardioPneumo.


Questo fenomeno è ben rappresentato dal seguente grafico cumulato.



L'analisi dell'altra determinante, nella rappresentazione dei costi, è il carico dell'intensità di cura e della complessità assistenziale, ossia della quantità di risorse (strumentali ed umane) necessarie ad erogare l'assistenza ai fini della guarigione. Tale determinante si misura attraverso il peso medio per

Disciplina:



Si può osservare come il peso medio della complessità di un caso COVID sia quasi doppio rispetto ad un caso normale. Questo fenomeno, letto assieme all'incremento delle giornate di degenza, implica, ovviamente, la crescita del carico economico che può essere stimato attraverso la seguente analisi.



In sostanza, anche limitando il ragionamento alla disciplina della Terapia Intensiva, che sicuramente stata quella più sollecitata durante le crisi della prima e seconda ondata, si può sostenere che per ogni ingresso-di un positivo, il sistema debba sostenere mediamente 7 giornate di degenza in più rispetto ai regimi standard, che tariffati a circa 1.999 € (costo standard tratto da studi nazionali) porta ad un aggravio di circa 14.000€ per ogni singolo caso. Il medesimo ragionamento può essere esteso, evidentemente alle altre discipline così come rilevabile in tabella.


Si deve ulteriormente considerare che, saturare le Terapie Intensive (e gli altri reparti) con soggetti Covid, non permette l'erogazione del corretto carico assistenziale che una struttura evoluta come l'Ospedale Madonna del Soccorso è in condizione di offrire in condizioni ottimali.


Questa analisi dei costi è stata realizzata sull'Ospedale Madonna del Soccorso perché era stato stabilito che questo fosse un ospedale per pazienti affetti da Covid.


https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/14/news/coronavirus_la_provocazione_della_repubblica_di_san_marino_chi_non_vuole_vaccinarsi_si_paghi_le_cure_-278343803/


Covid, obbligo vaccinale. Il costituzionalista Celotto: “Far pagare le cure a chi non si vaccina”

Prof. Alfonso Celotto

Roma, 31 agosto 2021 – “In Italia l’obbligo del vaccino Covid esiste solo per i sanitari”, ha affermato il prof. Alfonso Celotto, docente di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Il problema di obbligare ai vaccini è un problema vecchio. Gli obblighi vaccinali esistono, quelli dei bambini ad esempio, la Corte Costituzionale li ha dichiarati legittimi, quindi lo spazio c’è. Certo, va capita anche la portata sociale del provvedimento, il Governo deve ragionare anche su come verrebbe preso dalla popolazione. Non sono un politico né un medico, mi era stato chiesto se ci fosse l’obbligo quale sarebbe la sanzione e da lì si sono scatenate delle polemiche, perché quando si tratta di vaccini in questo Paese è difficile ragionare, è un po’ come quando si parla di calcio”.

“Mi è stato chiesto: se fosse introdotto l’obbligo quale potrebbe essere la sanzione per chi non si vaccina? Allora, ragionando ipoteticamente, ho detto che le sanzioni più comuni nel nostro sistema sono quelle penali, ovvero l’arresto, ma mi sembrano spropositate in questo caso e quindi da escludere. L’altra sanzione possibile è la multa, questa può essere plausibile, ma c’è uno svantaggio: alla fine paghi la multa, ma non sei comunque vaccinato. Allora, in un regime di obbligo vaccinale, si potrebbe pensare di introdurre la sanzione di far pagare le cure a chi non si vaccina e si ammala di Covid”, ha concluso Celotto.

(fonte: Radio Cusano Campus)



Nel caso della pandemia di Covid-19, con riferimento al vaccino, non sono state ancora accertate le reazioni avverse e le complicanze derivanti dalla somministrazione dello stesso, stante il ridotto lasso temporale della sua somministrazione.

Alla stregua dell’articolo 32 della Costituzione, la salute non è solo oggetto di un diritto individuale, inteso come diritto alla cura e diritto di non curarsi, ma anche un interesse della collettività.

Al riguardo la Corte Costituzionale con sentenza n. 307 del 22.06.1990, ha precisato che “la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’articolo 32 della Costituzione se il trattamento sia diretto a migliorare o a preservare lo Stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale”.

Ed ancora la Corte Costituzionale, con sentenza n. 218 del 02.06.1994, ha stabilito che la tutela della salute implica anche il “dovere dell’individuo di non ledere né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui, in osservanza del principio generale che vede il diritto di ciascuno trovare un limite nel reciproco riconoscimento e nell’eguale protezione del coesistente diritto degli altri”.

La Corte costituzionale con la sentenza n. 268/2017 ha stabilito che gli obblighi di vaccinazioni obbligatorie possono essere considerati necessari in una società democratica.

(Fonte Altalex.com)