Montegallo ha una nuova via d'uscita dalla palude: i progetti di Radici Montegallesi che puntano all'innovazione nel turismo e filiere originali in agricoltura

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Montegallo ha una nuova via d'uscita dalla palude: i progetti di Radici Montegallesi che puntano all'innovazione nel turismo e filiere originali in agricoltura

E visto che l'esperienza non è un caso Domenico Cristofori chede alla veccchia amministrazione (in carica da 15 anni): “Come mai il Comune di Montegallo è l'unico a non aver presentato un progetto per le strade interpoderali che sono un disastro, mentre lo hanno fatto nel Piceno Acquasanta Terme, Arquata Del Tronto, Comunanza, Montalto Delle Marche, Montemonaco, Offida, Roccafluvione? La Regione Marche aveva stanziato circa 20 milioni di euro. Questa è la dimostrazione dell'incapacità di un amministratore che non ha a cuore il bene dei propri cittadini”

La lista Radici Montegallesi ha innazitutto un programma innovativo che valorizza il paesaggio e una vasta area interna, punta sul turismo con la T maiuscola e su filiere di produzioni a chilometro zero per un'agricoltura che coniuga innovazione e tradizione. Eppoi c'è l'elemento umano: una spinta propulsiva di un competente manipolo di giovani che si ancora ad un gruppo di esperti della cosa pubblica.

La squadra: Giorgio Lappa, con un'esperienza di Sindaco alle spallee che dice: “Radici Montegallesi” già per come nasce è una novità nel panorama politico di ogni giorno: prima è nata la squadra che poi mi ha coinvolto nel progetto. Da sempre, nel passato, c'era invece un candidato sindaco autoreferenziale che poi formava la sua squadra”.


Ecco gli “argonauti” (prima i giovani): Matteo Cataldi classe 1990, impiegato amministrativo, Danilo Casagrande classe 1982, ingegnere dell'ENEA, Matteo Conti, classe 1998, libero professionista, Gianluca Rossi, classe 1988, laureato in Scienze e conomiche e bancarie/imprenditore agricolo, Alessia Rossi, classe 1979, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora in HP Composites, Domenica Alessia Lappa, classe 1980, estetista, Francesca Lori, classe 1969, fotografa e documentarista, Rita Serafini, classe 1970, commerciante, ora il tridente dell'esperienza con Giorgio Lappa, capolista, Domenico Cristofori, dirigente in pensione di grandi imprese, e infine Giuseppe Pacetti con anni di esperienza sindacale alla guida della Uil picena, ma con grande impegno nella scuola come direttore didattico.

E visto che l'esperienza non è un caso Domenico Cristofori chede alla veccchia amministrazione (in carica da 15 anni): “Come mai il Comune di Montegallo è l'unico a non aver presentato un progetto per le strade interpoderali che sono un disastro, mentre lo hanno fatto nel Piceno Acquasanta Terme, Arquata Del Tronto, Comunanza, Montalto Delle Marche, Montemonaco, Offida, Roccafluvione? La Regione Marche aveva stanziato circa 20 milioni di euro. Questa è la dimostrazione dell'incapacità di un amministratore che non ha a cuore il bene dei propri cittadini

https://www.regione.marche.it/In-Primo-Piano/ComunicatiStampa?id=30030


Largo ai giovani si è detto e allora Danilo Casagrande si chiede “a cosa serva una strada di 5 metri di larghezza, come nel progetto dell'attuale amministrazione, che avranno un impatto senza il rispetto del sociale in frazioni che hanno un'origine medievale. Vogliamo il riepetto delle nostre origini, la possiblità che i bambini abbiano la stessa nostra gioia e spensieratezza di giocare nelle nostre farzioni senza la paura di un'invasione da traffico”.

Più curiosa, se non avvilente, la notizia che nei programmi della lista che rappresenta la vecchia amministrazione c'è la proposta di adeguare al PPAR (Piano Paesistico Ambientale Regionale) l'attuale Piano di Fabbricazione del Comune di Montegallo. Bene, direte, che c'è di strano? La cosa assai singolare, di fatto, è che l'unico piano che si potrebbe adeguare, anzi andrebbe fatto, è il Prg (Piano Regolatore Generale), ma il Comune di Montegallo non lo ha mai fatto, mai approvato. Raggazzi, qui si scherza con la pazienza dei cittadini che magari di queste cose non sono a conoscenza.


Bene, lasciamo le risposte a chi di dovere, e passiamo alle proposte che davero possono cambiare il volto di Montegallo, dalle frazioni a Balzo, il capoluogo.

Ridare lustro alla piscina resa inservibile negli ultimi anni, endedola degna delle migliori strutture turistiche nel segno del wellnnes, saune comprese perchè l'accoglienza turistica non è solo una parola.


Poi un progetto da far saltare sulla sedia:

La “Via d'Altura”, un sentiero ad anello in quota di 25 chilometri . Qui i turisti che hanno intrapreso il cammino se si stancassero non dovrebbero a forza tornare a Montegallo: possono riposare e fermarsi in case sugli alberi, alcune di queste già presenti e da rimettere in sesto, le famose “cacce per le palombe”, fino alle tende dei Mongoli.

Fantastico e di grande innovazione, sarà un grande richiamo turistico, c'è da scommetterci. Il resto lo potrete leggere scaricando il programma che alleghiamo.

Ma non possiamo tralasciare Il Fluvione Canyon Park con ponti tibetani per l'attraversamento delle grandi gole di tufo.


Non manca l'albergo diffuso (che Giuseppe Pacetti disegna alla stampa in conferenza) per creare accoglienza turistica e recuperare economia a quanti qui hanno abitazioni e camere libere e hanno avuto la possibilità di ricostruire dopo il terremoto.


Progetti irrealizzabili? “Radici Montegallesi” non scherza: idee, studi di fattibilità, progetti cantierabili e individuazione delle risorse per renderli realtà e ricchezza del territorio. Lo dice il Presidente Mario Draghi a L'Aquila da dove arriveranno le risorse per i Comuni del cratere del centro Italia: 1 miliardo e 700 milioni dal Governo.


Fatti non parole, dunque non si aspetta altro che i cittadini di Montegallo comprendano dove si trova la vera via d'uscita dalle vacche magre dell'ultimo periodo puntando su energia nuova con competenze di notevole livello e creatività responsabile.