Pasqua 2024: il messaggio del vescovo Gianpiero Palmieri

Pasqua 2024: il messaggio del vescovo Gianpiero Palmieri

Carissimi,

deve essere stato grande lo spavento delle donne quando, entrando nel sepolcro di Gesù la mattina di Pasqua, non trovarono il cadavere del Crocifisso ma un giovane vestito con una veste bianca, dice il più antico vangelo, quello di Marco (Marco 16,1-8).


Quindi nella tomba non trovarono un angelo, nel senso che viene dato abitualmente a questa parola, “ali e aureola compresi”! Questo giovane misterioso le invita a non avere paura e annuncia loro che il crocifisso è risorto. Il segno? Le donne possono riferire ai discepoli e a Pietro che il Signore li aspetta in Galilea: là lo incontreranno.

Questo è il vangelo di Pasqua! Grazie allo Spirito Santo che il Risorto effonde nel cuore dei discepoli nasce la fede della comunità cristiana, quella fede che fa dire: “Davvero il Signore è risorto e ci attende in Galilea”. Ciascuno di noi cristiani è rappresentato da questo giovane a cui la potenza dello Spirito ha avvolto l’esistenza, come una veste bianca, e che annuncia agli altri quella fede che ha nel cuore: la vita non termina mai, la speranza è inesauribile, perché il Dio Vivente è amico e fratello degli uomini.

La fede (anche quella più “semplice” di chi, anche se non molto credente, si fida però “della vita”) nasce per l’azione dello Spirito del Risorto nel cuore degli uomini. Ed è questo il miracolo che avviene continuamente per dono di Dio, è il miracolo della fede che vince ogni paura. Notate un particolare sottolineato dal vangelo di Marco: nel suo racconto della Passione, nel momento dell’arresto, Gesù viene portato via dalle guardie; mentre tutti i discepoli fuggono, soltanto un giovane prova a seguire Gesù, ma viene notato dalle guardie che si girano e lo afferrano… egli riesce a divincolarsi e a fuggire, ma fugge via nudo, perché lascia nelle loro mani il lenzuolo di cui era avvolto (Marco 14,50-52). Quindi la storia della Passione di Gesù secondo Marco comincia con un giovane pieno di paura che fugge via senza veste e termina con un giovane vestito di bianco che invita le donne e la comunità dei discepoli a non avere paura perché Gesù è risorto. Ecco il miracolo della grazia! La fede ringiovanisce continuamente la Chiesa, la spinge a non avere paura, la spinge a gridare al mondo che il Signore è risorto, che Dio ama gli uomini, che la vita e la speranza del mondo hanno il loro fondamento nel vangelo della Risurrezione.

In forza dello Spirito la comunità credente è spinta dal Risorto ad andare “sempre oltre”, ad andare in Galilea. Per la sua collocazione lungo l’antica via del Mare, la Galilea era il paese dove si incrociavano ebrei e pagani, persone di ogni popolo, lingua, cultura e religione. Ecco, il Risorto ci aspetta lì, nella Galilea delle Genti, dove lo possiamo scoprire già misteriosamente presente e dove siamo chiamati a portare a tutti l’annuncio della resurrezione.

Si, carissimi! Qual’ è il motivo della speranza dei cristiani, anche in questo tempo così profondamente segnato dalla guerra, dalla violenza, dallo smarrimento? Il segreto di questa speranza è lo Spirito di Gesù risorto, è Lui che spinge i credenti e ogni uomo che si apre alla grazia ad andare avanti, a lottare, a combattere con le armi della persuasione per la giustizia, la fraternità universale, la pace.

Questo allora è il nostro augurio di Pasqua: non siamo fatti per la rassegnazione ma per la vita, non siamo fatti per l’odio, ma per la pace!

Carissimi, celebriamo con gioia la notte e il giorno di Pasqua! E poiché anche noi siamo chiamati ad andare nella Galilea delle Genti, invitiamo tutti, cristiani e credenti di altre religioni, a ritrovarsi in piazza per pregare e manifestare per la pace.

Ci diamo un appuntamento: il 14 aprile a Piazza Arringo la mattina alle 10,00 celebreremo l’Eucarestia e poi alle 11,30, insieme a tutti gli uomini credenti e credenti di altre religioni, testimonieremo il comune desiderio di pace in una preghiera a cui insieme con noi parteciperanno anche i responsabili di diverse comunità religiose presenti nel nostro territorio. Il giorno prima, in Cattedrale, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente dei vescovi italiani, insieme ad altre personalità esperte di geopolitica, ci parleranno di come sia possibile credere e lavorare per la pace, essere artigiani di pace, anche in questo tempo.

Buona Pasqua a tutti!