D'Anna: cala il sipario sull'ospedale unico

D'Anna: cala il sipario sull'ospedale unico

«L’obiettivo non è migliorare la sanità per i cittadini, ma aprire una nuova stagione di appalti»

l'obiettivo finale del riassetto avviato con la legge sugli Ospedali Riuniti sarebbe stato l'ospedale unico Pesaro-Fano. Giusto ieri il Governatore uscente Gianmario Spacca lo ha sconfessato, affermando che, in caso di un’ipotetica riconferma alla guida della Regione, la costruzione di quell’ospedale “sarà una priorità da assolvere entro la prossima legislatura”.
Tutto d’un botto è calato il sipario. Il trucchetto del “dire per non dire” è durato fin troppo. Il gioco è scoperto, e così anche gli interessi in ballo.
La dichiarazione di Spacca, così esplicita e contraria alle aspettative e agli interessi legittimi di migliaia e migliaia di cittadini di Fano e della Valle del Metauro preoccupati per il futuro dell’ospedale, arriva a ridosso della campagna elettorale con lo scopo ben preciso di confermare alle lobby legate al centrosinistra che, anche nella prossima legislatura, ci sarà una stagione di sostanziosi appalti. E che appalti: ormai è purtroppo chiaro a tutti che il nuovo ospedale unico sarà costruito a Pesaro, nei pressi dell'uscita dell'autostrada. E non, come falsamente ipotizzato, a cavallo tra Fano e Pesaro, tra colline franose e viabilità inesistente.
E dove trovare i soldi necessari alla realizzazione? Semplice, nelle succose alienazioni dei comparti dove attualmente sorgono gli ospedali di Fano e Pesaro che, presumibilmente, si trasformeranno in appartamenti-residence tanto cari al gioco della speculazione edilizia.
Soldi e interessi. Peccato, però, che in tutto questo la parola “sanità”, ciò che realmente conta per i cittadini, non venga minimamente menzionata. Delle vergognose liste d'attesa, delle costosissime apparecchiature sottoutilizzate, delle attese bibliche nei pronto soccorso, del personale continuamente sotto organico e costretto a turni massacranti.
Solo e soltanto business: quello legato alle forniture, agli appalti, alle nomine. In una Regione dove oltre l'80% del bilancio è assorbito dalla sanità ci si occupa più di costruire che dare risposte e servizi. Votare Spacca significherebbe proseguire su questa strada».

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