Cardiologia, dal 2012 è allarme precariato

Cardiologia, dal 2012 è allarme precariato

Per la prima volta la specializzazione non garantisce più un lavoro sicuro

“Per essere competitivi è necessario ripensare la professione e costruirla intorno a due capisaldi: la rete e la globalizzazione – afferma il prof. Claudio Ceconi del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Ferrara, coordinatore di CardioFuturo, un’innovativa esperienza nata in Emilia Romagna e Marche –. Il segreto è possedere un curriculum globale e di sistema: uscire dal proprio Istituto per realizzare esperienze e rapporti con altre realtà, in particolar modo estere, permette ai giovani di crearsi uno spazio di rilievo. Soprattutto, devono imparare a diventare protagonisti della loro formazione”. Gli specializzandi di Emilia-Romagna e Marche hanno colto questa sfida e dato vita al primo convegno interamente ideato e organizzato dagli studenti, con i professori seduti in aula ad ascoltare le loro esigenze e indicazioni. Un’iniziativa innovativa, unica al mondo, che si è svolta a Zola Pedrosa (Bo) sabato 8 ottobre e di cui ora si presentano le conclusioni. “Si è discusso sia di scienza che di professione. Per una volta noi siamo rimasti in platea a seguire mentre i giovani sono saliti in cattedra ed hanno parlato dei propri problemi – continua Ceconi –. Fra questi occupano un rilievo particolare le tematiche medico-legali. Chi arriva in reparto, negli ultimi due anni di specialità, si trova a fare i conti con un’identità giuridica non ben definita (non sono studenti, non sono medici) talvolta problematica dal punto di vista della copertura assicurativa e, soprattutto, con stipendi tali da non poter spesso far fronte ai costi delle polizze. Un altro problema è come garantire un’adeguata conclusione dell’iter formativo. Il rischio infatti è che l’ingresso anticipato nel mondo del lavoro provochi carenze sotto questo profilo. Questi giovani medici, la futura generazione di cardiologi di queste due Regioni, che attualmente stanno proseguendo i loro studi post-laurea nelle Scuole di Specializzazione di Ancona, Bologna, Ferrara, Modena e Parma hanno deciso di affrontare le sfide davanti a loro in un modo innovativo: “fare rete”, uscendo dagli spazi istituzionali delle rispettive unità per dar vita a un network e costituire un “laboratorio” scientifico e didattico assolutamente unico”. Si sono già svolti vari incontri e lavori di gruppo e il progetto proseguirà nei prossimi mesi. L’evento dell’8 ottobre ha ricevuto il patrocinio scientifico della Sezione Regionale della Società Italiana di Cardiologia.

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